La Adidas fu fondata ufficialmente nel 1948 da Adolf "Adi" Dassler, fratello di Rudolf Dassler fondatore della Puma, che la battezzò con il suo soprannome e una parte del cognome (Adi e Dassler).
Adolf Dassler aveva iniziato a produrre le sue prime scarpe sportive al termine della Prima Guerra Mondiale, aiutato dal padre, Christoph, e dai fratelli Zehlein e Rudolf.
L'azienda ottenne subito un grande successo e guadagnò la ribalta internazionale già durante i Giochi olimpici del 1936 equipaggiando Jesse Owens. Alla morte di Adi, la società è stata guidata dalla moglie Käthe, dal figlio Horst, e dalle figlie di quest'ultimo, che hanno traghettato l'azienda verso l'attuale assetto.
Nel 1995 la Adidas è entrata in borsa quotandosi a Parigi e Francoforte sul Meno. Nel 1997 Adidas ha acquisito Salomon Group ed i suoi marchi Salomon, TaylorMade, Mavic and Bonfire, la nuova azienda ha assunto il nome di Adidas-Salomon AG.
Nel gennaio 2006 il gruppo ha acquisito anche la marca Reebok. Inoltre la Adidas è stata la fornitrice dei palloni della Fifa World Cup 2006, Fifa World Cup 2010 e del Fifa Futsal World Championship 2004.
Brand giovane in continua espansione tanto da conquistare le vetrine di molti negozi di tendenza in tutta Italia. Grazie al suo stile unico, alla qualità del materiale e alle stampe divertenti, ispirate a celebrità della musica, del cinema, del mondo della moda e del lifestyle, questa t-shirt è l'ideale per vestire con stile e un pizzico di ironia.
Brand che si ispira all'abbigliamento dei college americani degli anni '60. Gusto retrò con ottima qualità dei materiali e della manodopera.
l brand Arena è stato creato da Horst Dassler, grande visionario e amante dello sport, nonchè figlio del fondatore di Adidas e Presidente de Adidas France.
Durante le Olimpiadi di Monaco del 1972, Dassler è a bordo vasca quando Mark Spitz vince le sue storiche 7 medaglie d'oro. Come del resto il mondo intero, rimane sbalordito non solo perchè Spitz è il primo atleta a vincere 7 medaglie d'oro in un'Olimpiade ma anche perchè allo stesso tempo stabilisce 7 nuovi record del mondo.
Dassler capisce immediatamente che Spits stava dando ai suoi fan un esempio di nuoto a suoi massimi livelle e l'entusiasmo lo porta immediatamente a fare piani per creare un'azienda di costumi dedicati agli sport acquatici.
Dopo le Olimpiadi di Monaco molte aziende cercano di far diventare Spitz loro testimonial, ma alla fine egli decide di unirsi a Dassler per fondare il brand di costumi da competizione oggi conosciuto con il nome di Arena.
Oggi campioni come la nostra grandissima Federica Pellegrini sono legati a questo marchio fatto di qualità e passione.
C'è chi giura che non passeranno mai di moda pur non essendo di moda.
I supereroi hanno sempre generato un fascino particolare sui giovani e sui meno giovani specie quando parliamo di Batman che è nato nel lontano 1939.
Gadget e abbigliamento con il logo dell'uomo pipistrello hanno riempito l'immaginario e le case di tutti. Olaraga garantisce la qualità e l'originalità di questi capi di abbigliamento al 100%.
Billabong è una marca sportiva creata da un surfer per un pubblico di surfer.
Nell’Australia degli anni ’70 il suo creatore Gordon Merchant era un vero appassionato della tavola, e quando un giorno incappò in una spiaggia perfetta per il surf – onde ottime quasi tutto l’anno, sandali e costume indossabili almeno 9 mesi all’anno – decise di metter radici e da lì a poco a poco creò un piccolo impero.
Ma un impero ispirato più dalla passione e dall’esperienza sportiva decennale che dal profitto, come testimonia l’atmosfera rilassata della show room stile Polinesiano della sua nuova fabbrica a Billabong Place N. 1. Non bisogna essere dei professionisti delle onde per godersi l’alta qualità dei prodotti Billabong, ormai venduti in tutto il mondo.
Basta avere il giusto spirito leggero e vacanziero che dovrebbe accompagnare questo periodo dell’anno ed essere felici con uno zaino leggero, un paio di infradito, un asciugamano grande da spiaggia, un cappello scolorito dal sole e un paio di short indistruttibili.
Ecco, così siete pronti per un’avventura, sia che andiate nelle spiagge nostrane sia che vi avventuriate nei paradisi Californiani o Australiani.
È proprio il caso di dire qui ‘va dove ti porta il vento’: questa è la cometa che tutti i surfer seguono, di spiaggia in spiaggia, fino a trovare le condizioni più favorevoli e quel paradiso di schiuma bianca su cui danzare con la tavola da surf.
E guardate che la cometa la si può seguire anche in Italia, magari nelle pause tra un viaggio e l’altro: dalla Liguria con Sanremo, Varazze e Levanto, alla Toscana con Livorno, Forte dei Marmi, Viareggio e l’Argentario, fino al Lazio di Santa Marinella, si può fare surf vicino a casa, soprattutto se si è ancora principianti e si vuole scoprire poco per volta se si ha la stoffa per dominare l’onda!
Blomor è tutto molto incredibile. Un brand che è nato da poco, ma è entrato già negli armadi di tantissimi ragazzi italiani, grazie al suo eccellente modo di mixare alcuni miti e brand di tendenze giovanili, con capi di abbigliamento di ottima qualità e alla moda.
Carhartt è un brand di abbigliamento da lavoro americano creato da Hamiltono Carhartt nel 1889 a Detroit negli Stati Uniti, che non ha rivali in resistenza, comfort, vestibilità, funzionalità e stile.
Ogni prodotto Carhartt è meticolosamente creato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori. L'origine di Carhartt è questa, poi ad oggi il brand si è molto diffuso a livello mondiale come abbigliamento streetware di tendenza giovane, legandosi all'arte, alla musica e al mondo di sport acrobatici come skateboard e bmx.
Promuove giovani artisti, illustratori e fotografi da tutto il mondo a cui fa realizzare anche le proprie campagne pubblicitarie, organizza festival musicali con musicisti di caratura internazionale e sponsorizza giovani atleti e campioni dello skateboard e della bmx.
Famoso marchio di birra, fondato a Copenaghen nel lontano 1847. Recentemente è entrato nel mondo della moda lifestyle, producendo abbigliamento casual che è diventato un brand molto diffuso. Felpe e t-shirt sono i cavalli di battaglia della sua produzione. Un esempio di come con delle buone capacità e grande senso di innovazione, per un brand è possibile eccellere in più mercati merceologici, anche diversi come questi di Carlsberg.
Dal 1989 una perfetta sintesi tra creatività e qualità, scarpe e abbigliamento con i colori accesi di Malibù e la qualità del made in Italy.
La storia delle scarpe Converse ricopre tutto il 20° secolo della storia Americana e hanno rivoluzionato l'evoluzione dello sport del basket.
Almeno il 60% degli Americani ha o ha avuto un paio di Converse nella propria vita.
Nel 1908 Marquis M. Converse, un manager di 30 anni di una fabbrica di scarpe, fondò la Converse Rubber Shoe Company nel Malden, Massachusetts, ed iniziò la produzione di scarpe per uomo, donna e bambino.
Nel 1910 la Converse produceva 4000 paia di scarpe al giorno. Nel 1915 cominciò la produzione di scarpe da tennis e nel 1917 fù prodotto il primo modello da basket. Nel 1918, un giocatore di basker dell'Akron Firestones chiamato Charles H. "Chuck" Taylor, comprò un paio di Converse All Star e fece conoscere il gioco del basket per tutta l'America girando per i vari stati ed indossando sempre le Converse.
Chuck Taylor entrò ufficialmente a far parte della Converse nel 1921 come primo giocatore di basket Americano e nel 1923 fù aggiunto il suo nome all'etichetta All Star.
La decisione di aggiungere il nome di Chuck Taylor all'etichetta All Star segnò un momento storico per la Converse in quanto nacque un'icona Americana.
Chuck Taylor, conosciuto come "l'ambasciatore del basket", girò l'America per 35 anni continuando ad insegnare il gioco del basket. Intanto la Converse personalizzò un paio di scapre per i New York Renaissance (conosciuti come "Rens"), la prima squadra di basket di Afro Americani.
I Rens, pionieri di un nuovo modo di giocare a basket, vinsero 2588 partite e ne persero solamente 539.
Fondata da Ken Block e Damon Way nel 1994, DC è diventato uno dei marchi leader degli action sports ed in appena 15 anni ed è oggi distribuita in tutto il mondo. Leader fra le scarpe da skate e le sneaker, DC Shoes produce anche abbigliamento streetwear uomo e donna, scarponi e abbigliamento da snowboard oltre che una linea completa di accessori. DC shoes fonda le sue radici più profonde nel mondo dello skateboarding attraverlo lo sviluppo delle migliori scarpe da skate del pianeta ed il supporto dello skateboard team migliore e più completo del globo. Le imprese da Guinnes dei Primati di Danny Way (memorabile il suo salto della Grande Muraglia Cinese), la tecnica spietata in vert di Colin McKay, il talento street di scater incredibili come PJ Ladd o Josh Kalis, il carisma di Rob Dyrdek sono solo alcuni degli elementi che rendono lo skateboard team DC inimitabile. Ma non finisce qui: Rob Dyrdek con DC Shoes ha inventato le Skate Plaza che da anni rivoluzionano il concetto di skateboarding nelle città di mezzo mondo.
Le collezioni DEHA, pensate per chi ama la danza e desidera indossare in ogni momento della giornata uno stile sportivo ma allo stesso tempo ricercato e deciso, si presentano in modo forte e unico al mercato.
Si mostrano ricche di motivi e contenuti accomunati da due parole chiave: femminilità e ricercatezza.
La prima parola, femminilità, riecheggia il nome DEHA che in sanscrito significa anima e corpo. Racchiude un mondo fatto di capi che tendono a scoprire il corpo mettendone in risalto le curve e i movimenti e a regalare sensualità grazie ai giochi di sovrapposizioni e agli accostamenti decisi e grintosi.
La seconda parola, ricercatezza, trova giustificazione prima di tutto nella ricerca di nuovi tessuti. A ciò si devono aggiungere i vari trattamenti in capo che donano ai vari modelli una particolare dimensione e morbidezza.
La proposta di colori infine è molto ampia (dodici toni colore) nel rispetto della consolidata filosofia della collezione da sempre caratterizzata dall'originalità cromatica.
Il risultato è una selezione di capi, ideali per soddisfare le esigenze più diverse, ciascuno dei quali racchiude in sé una storia e che permettono alla donna DEHA di creare dei look distintivi, personali e vissuti in grado di farla sentire unica.
La parola Diadora deriva dal greco ”dia-dorea” che significa “condividere doni ed onori“.
La condivisione dei successi, il senso della squadra nella pratica agonistica, la competizione rispettosa dei compagni e degli avversari, sono alcuni dei principi essenziali del marchio Diadora.
A questo Diadora ricco di significati alti e romantici viene affiancato un simbolo, un fregio, che rappresenta la concretezza dell’origine artigiana dell’impresa che fino dal lontano 1948 fabbrica calzature: non un lampo, ovvero la punta di un dardo ma una tomaia aperta e stilizzata che rappresenta l’elemento principale per realizzare una calzatura per lo sport, il tempo libero o il lavoro.
Dimensione Danza è nata nel 1983.
Gli elementi alla base del marchio sono due: intuizione e passione. Intuizione, perché 25 anni fa Dimensione Danza è stata la prima azienda a portare in Italia lo stile streetwear ispirato alla danza e all'abbigliamento dei ballerini di Broadway.
Passione, perché i fondatori, Nadia Necchi ed Enrico Baroni, erano rispettivamente una ballerina classica ed un fashion stylist innamorati delle loro professioni. Nadia ed Enrico sono diventati marito e moglie e hanno unito queste due passioni in una. Da qui nasce Dimensione Danza, e oggi come allora siamo questo: intuizione e passione.
Scarpe, sneakers, colori accesi, brand forte e azzeccatissimo sia nel nome che nel logo, che arriva subito al cuore dei giovani. Questo è Drunknmunky che trovate in vendita su Olaraga.com
Massima sicurezza nelle transazioni, contrassegno, prezzi convenienti e consegna ultraveloce in 24 o 48 ore. Il reso per il cambio taglia è a nostro carico.
Duff è la marca della birra preferita da Homer Simpson, ormai mitico protagonista della fortunatissima serie animata "I Simpson". In tutto il mondo è poi nata la collezione di abbigliamento, in particolare t-shirt, legata al mondo dei Simpson e della loro birra, la mitica Duff.
Eastpak è stata fondata nel 1976 da Mark Goldman che trasformò l'azienda paterna che produceva zaini militari nell'azienda che oggi conosciamo. Zaini e borse da tutti i giorni, da lavoro, da viaggio e anche per la scuola. Belli e anche resistenti. "Built to resist", ovvero costruiti per resistere e la diffusione che ha avuto in tutto il mondo gli sta dando ragione.
Element è un marchio di abbigliamento e calzature conosciuto in tutto il mondo, le sue origini pescano dalla cultura street legata allo skateboard. Abbigliamento adatto allo skateboard, inteso sia come sport che come stile di vita. Perchè anche chi non sale sulla tavola, sente comunque l'influenza di questo mezzo di trasporto "acrobatico" per il corpo, la mente e per il cuore. Pantaloni larghi, felpe con cappuccio, scarpe, ma anche camicie e cappelli. Lo stile, i materiali vengono sempre scelti con criterio e il risultato si vede. Element diventa un brand mondiale e tutt'ora in forte crescita. In Olaraga scegliamo e proponiamo sempre marchi come Element perchè siamo convinti che piacciano "naturalmente" a tutti.
E’ nato a Piacenza, l’11 luglio del 1934 lo stilista italiano che, più di altri, porta alto il nome del Made in Italy nel mondo. Giorgio Armani o meglio Re Giorgio come in molti lo chiamano, ha iniziato la sua carriera come stilista ‘free-lance’ dopo aver abbandonato la facoltà di medicina per potersi dedicare interamente alla passione che più bruciava nel suo animo. Una scelta difficile, ma decisamente felice, che lo ha portato negli anni ad essere Presidente e Amministratore Unico del Gruppo Armani e unico azionista della Giorgio Armani S.p.A., una delle case di moda e design leader a livello mondiale.
Dopo alcune collaborazioni con diverse aziende e con Nino Cerruti, Giorgio Armani decide di convogliare le sue energie nel proprio marchio. Corre l’anno 1975 quando nasce la Giorgio Armani S.p.A. e viene lanciata la prima linea di 'prêt-à-porter' maschile e femminile. Abile imprenditore, personalmente coinvolto in tutte le scelte strategiche del gruppo e sovrintendente agli aspetti creativi e di design, Armani si espande oltreoceano e nel 1979 fonda la Giorgio Armani Corporation negli Stati Uniti.
Sono gli anni in cui nascono le nuove linee: Le Collezioni, Mani, Armani Junior, Giorgio Armani accessori, underwear e swimwear. Le linee Emporio Armani e Armani Jeans vengono lanciate nei primi anni Ottanta. Nello stesso periodo Armani stabilisce un importante accordo di licenza conL’Oreal (ex Helena Rubinstein) ed apre il primo negozio Emporio Armani a Milano, seguito successivamente dalla prima boutique Giorgio Armani.
L’espansione prosegue ed investe anche il Giappone con l’apertura di Giorgio Armani Japan, che nasce per mezzo di una joint venture con Itochu Corporation e Seibu Department Store. Dopo aver rivoluzionato il mondo della moda con la sua giacca destrutturata, negli ultimi trent’anni Re Giorgio ha creato linee come la A/X Armani Exchange e Armani Casa, con la quale ha aperto sette nuovi negozi a Milano, Istambul, Zurigo, Hong Kong, Mosca, Marbella e Riyad.
Oggi il Gruppo Armani è uno dei principali gruppi di moda e beni di lusso a livello mondiale, forte di 4.800 dipendenti e 13 fabbriche. Progetta, produce, distribuisce e commercializza prodotti di moda e lifestyle, tra cui abbigliamento, accessori, occhiali, orologi, gioielli, fragranze e cosmetici, oltre a una gamma di articoli per la casa. Nel corso della propria carriera Armani ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, tra questi il titolo di Gran Cavaliere della Repubblica, quello di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica, l'Award for Best International Designer da parte del CFDA. Gli è stato riconosciuto inoltre il Dottorato ad Honorem del Royal College of Art di Londra.
Erreà Sport S.p.a è dal 1988 un’azienda italiana specializzata nella produzione di abbigliamento tecnico-sportivo, marchio leader riconosciuto a livello nazionale e internazionale.Nella sede storica di San Polo di Torrile, in provincia di Parma, che raggiunge oggi un’area di quasi 15.000 metri quadrati nascono e si sviluppano tutte le fasi produttive.Proprio la produzione interna all’azienda, unita ad un dipartimento grafico creativo e competente donano ad Erreà la capacità e la possibilità di realizzare capi e linee di abbigliamento personalizzate create per soddisfare le differenti esigenze di clienti e società sportive.L’unione di qualità e servizio hanno portato Erreà a diventare sponsor tecnico di moltissime società sportive, da quelle dilettantistiche fino ai più grandi club italiani e internazionali, non solo calcistici ma anche di pallavolo, basket e rugby .
Errea Sport è un esempio di come l'impegno e la passione per lo sport possano far diventare una piccola azienda di provincia a diventare un riferimento nazionale di qualità nel campo dell'abbigliamento sportivo tecnico e non.
Faccinep è un giovanissimo marchio italiano, divertente e originale che sta avendo un larghissimo successo in tutta Italia. E' il brand che nasce dalla voglia di mostrare il lato spiritoso e spensierato di tutto il Mondo che ci circonda sia che si tratti di Sport, Cinema, Musica e TV. E' l’interpretazione figurativa che per prima dà la possibilità ad ognuno di noi di vestire la propria squadra del cuore, il calciatore preferito, il cantante, l’attore o il proprio idolo in maniera ironica.
FRULLAB è una collezione moda uomo-donna inedita che racchiude e mescola insieme personaggi e mondi della scena cult contemporanea.
L'immagine di un frullatore anni ’60 dentro il quale poter mixare creatività, stile, colori, con la giusta dose di emozionalità. Un Frullatore che si trasforma in un vero Laboratorio creativo dal quale prende vita una collezione che ha la capacità di raccontare con semplicità ed ironia un mondo fantastico ricco di emozioni, ricordi e sensazioni.
La parola d'ordine è Mad Mix, ossia combinare senza limiti capi, modelli, tessuti grafiche e personaggi per creare qualcosa di assolutamente unico e originale. ...Frullab
una linea decisamente innovativa, un contenitore di brand, : da Topogigio a South Park, da Susanna a Mais, a condurre il gioco è sicuramente la fantasia che permette di osare con accostamenti d’effetto e stile e di mixare sapientemente forme e tinte diverse senza tralasciare la qualità di sempre.
Esistono varie leggende riguardo l’origine del brand che è stato fondato da Joseph Leeson & Sons Limited nel 1905 in Inghilterra. Gola trova la sua ispirazione nel football e diventa negli anni ’60 e ’70 uno dei brand più in voga per l'abbigliamento sportivo. Gola collabora con i migliori atleti del mondo del rugby, tennis, squash e boxe. Il brand si reinventa nei decenni e propone sempre nuovi modelli accanto ai grandi classici. Gli standard di qualità nella produzione vengono controllati rigorosamente. Gola offre un design perfetto dal punto di vista tecnico ed uno stile originale.
Le Havaianas nascono in Brasile nel 1962. L’ispirazione viene dalle Zori, le tipiche infradito giapponesi di stoffa nera con la suola di canna della pianta del riso. In omaggio alle origini giapponesi, tutte le Havaianas riproducono la grana di riso sulla suola, disegno che le rende inconfondibili dalle innumerevole imitazioni.
Dopo solo pochi anni dalla sua nascita c’erano già tentativi di imitare le originali.
La comunicazione pubblicitaria Havaianas che è sempre stata molto forte, specie in Brasile, prima con spot televisivi classici, poi la storia cambia, vengono utilizzati come testimonial famosi personaggi brasiliani dello spettacolo, dello sport, della moda, ma non c’è bisogno di organizzare le riprese, la telecamera irrompe nelle loro case e riprende i loro piedi con le Havaianas indosso.
Fino ai giorni nostri collaborazioni con stilisti, con la nazionale brasiliana di calcio fanno diventare Havaianas un mito internazionale. Anche un prodotto semplice come una infradito di gomma può diventare davvero inimitabile, è su questo che Havaianas ha sempre spinto e il suo enorme successo tra gente di tutte le età ne è davvero un’ottima testimonianza.
Hummel, brand nato in Danimarca nel 1923 e attivo nel settore sportivo e dell'abbigliamento sportswear. Il marchio è sempre alla ricerca di nuovi brevetti e innovazione nei materiali, mantenendo comunque un design originale e vintage. Negli anni acquista la dimensione di una grande industria allargando la gamma fino ad arrivare a sponsorizzare innumerevoli sportivi e atleti di tutti gli sport.
Occhiali scuri, sopracciglio sinistro all'insù, una folta acconciatura che finisce con basettoni anni '70 e un sorriso malizioso disegnato sotto sottili baffi neri perfettamente simmetrici. Sono gli inconfondibili tratti di Joe Rivetto, personaggio versatile e misterioso che ha trasformato la sua faccia in uno dei marchi d'abbigliamento più cool tra i giovani. Emigrato in cerca di fortuna negli States, dove ha lavorato come chef, attore, idraulico, meccanico e pittore, Joe Rivetto è tornato in Italia e dal 2000, stabilitosi nella quiete marchigiana della gola del Furlo, ha trasformato il sogno americano in una realtà tutta italiana. Abbinando la passione per lo street style al genius loci, lo stilista italo-americano ha stemperato, con successo, le potenzialità di una società globalizzata e multiculturale con il gusto, la creatività e la tradizione del made in Italy. Grazie a un'infaticabile équipe - di grafici, trend setter e designer - che rappresenta la sua voce ufficiale, ha messo in piedi una factory capace di lanciare sul mercato nuove tendenze, creando quello che è stato definito un autentico fenomeno di comunicazione.Oltre alle gettonatissime collezioni di T-shirt, pantaloni e accessori, al nome di Joe Rivetto oggi si associa infatti anche un locale (il Joe Rivetto's Bar) nel pieno centro di Roma, un'ironica linea underwear e un vulcanico sito web dove sfogliare il catalogo di gadget anni '80, seguire iniziative culturali, ascoltare musica e accedere a imperdibili video.
Eppure, benché la sua effigie, rigorosamente in bianco e nero, spopoli su magliette e accessori, nessuno lo ha mai visto di persona. Anche in occasione della recente mostra di quadri Dalla pop art ai giorni nostri: viaggio nell'universo creativo rivettiano, che si è svolta al teatro Puccini di Firenze, di Joe Rivetto nemmeno l'ombra. Noi però l'abbiamo scovato. Al telefono...
"Qual è il segreto del suo successo? "In un mondo senza confini, fare tendenza, colpire l'attenzione di chi ormai è abituato a tutto, è davvero un'impresa ardua. La novità nella moda, nell'arte e nello spettacolo, sempre più manifestazioni di comunicazione, sta nella riscoperta della fantasia. Noi esploriamo questa dimensione. Navigando dalla sfera della realtà a quella della nostalgia e dell'immaginazione traghettiamo, senza per forza dover apparire, le visioni oniriche nella realtà e viceversa. Joe Rivetto piace per questo. Nascondersi dietro la propria caricatura, parlare con la voce degli altri è un modo per non prendersi troppo sul serio, conservando una sana dose di autoironia. Non amo le copertine, odio i paparazzi e mi piace passeggiare per la strada. Joe Rivetto è questo: capire che prendersi in giro fa stare meglio o, almeno, meno peggio".
Ma non possiamo non chiederci: chi è veramente Joe Rivetto? "Tutti. Tutti possono essere Joe Rivetto. Basta solo avere il coraggio di tirar fuori la parte nascosta di noi stessi e chi avesse paura di farlo può indossare la mia maschera".
Un po' Tarantino, un po' Warhol, un po' Corto Maltese. A chi si ispira? "Modelli sono tutti e nessuno. La letteratura, il cinema, l'arte e la musica, ma anche la natura in ogni suo particolare, ogni cosa può dare un guizzo alla creatività di Joe Rivetto". Quale sarà la tendenza delle nuove collezioni? "Noi non facciamo tendenza: quella la lasciamo agli stilisti veri. Facciamo solo quello che ci piace. Il 2007 comunque vedrà l'apertura del nostro primo monomarca a Barcellona e una mostra di quadri ad Amsterdam". Preferisce progettare locali, disegnare abiti o gadget? "L'abbigliamento è quello che ci riesce meglio, ma la cosa che ci rende più felici è che sappiamo di poter fare tutto. Oggi è una T-shirt, domani un ristorante o, chissà, un semplice dentifricio, con lo slogan: "Joe Rivetto e il tuo sorriso sarà perfetto"!".
Negli anni ’50 il Maglificio Calzificio Torinese (MCT), azienda leader in Italia nella produzione di calze e maglieria intima, creò il sottomarchio Kappa della marca Aquila in seguito ad un problema di produzione che aveva causato perdite di vendita.
A fronte di questa crisi, infatti, MCT lanciò sul mercato un prodotto rinnovato e migliorato, con l’etichetta K – Kontrollenapplicata sulle confezioni, nell’intento di stabilire una nuova credibilità di qualità. Le nuove calze riscossero un enorme successo di vendite e per le stagioni successive il mercato incominciò a chiedere solo prodotti con la K. A metà degli anni Cinquanta Kappa diventò un vero e proprio marchio di calze e maglieria intima leader sul mercato italiano. Nel 1969 la recessione del tessile e i cambiamenti storico-sociali che avevano scosso il mondo intero convinsero MCT a diversificare la propria produzione.
La rivoluzione studentesca di quegli anni aveva introdotto il concetto di abbigliamento informale e il management di allora decise di iniziare una produzione di maglieria esterna che prendesse spunto dal marchio più affermato dell’azienda. Nacquero così le Robe di Kappa. La comparsa del logo, infatti, risale proprio al 1969 quando, durante gli scatti fotografici per un catalogo di costumi da bagno Beatrix (altra marca di MCT), i creativi realizzarono di avere tra le mani molto più di una bella immagine pubblicitaria.
Lo scatto riprendeva in controluce la sagoma di un ragazzo e di una ragazza nudi appoggiati schiena contro schiena. Questa immagine non venne mai scelta per quel catalogo di costumi da bagno, ma divenne il logo della Robe di Kappa.
Verso la fine degli anni settanta MCT decise di entrare anche nel settore dell’abbigliamento tecnico-sportivo. Per questa nuova divisione fu scelto di recuperare la marca originaria Kappa, questa volta però abbinata all’ormai celebre logo della Robe di Kappa.
La storia di questo brand è veramente sorprendente: René Lacoste infatti è entrato a far parte della leggenda del tennis, battendo per la prima volta gli americani alla Coppa Davis nel 1927 con la squadra dei “Moschettieri”, trionfando tre volte al Campionato Internazionale di Francia(1925, 1927 e a Roland Garros nel 1929), due volte in Gran Bretagna a Wimbledon (nel 1925 e 1928) e due volte nel (1926 e 1927) al torneo Open USA di Forest Hill.
La stampa statunitense lo aveva soprannominato il Coccodrillo in seguito ad una scommessa che avevo fatto col capitano della squadra francese dellaCoppa Davis. Gli avevano promesso una valigia in coccodrillo se avesse vinto una partita importante per la squadra. Il pubblico americano si è subito affezionato a questo soprannome che sottolineava la tenacia dimostrata daLacoste sui campi da tennis.
Il suo amico Robert George quindi gli disegnò, come omaggio, un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossava in campo. Nasce così, un po’ per caso e un po’ per scherzo, il mitico marchio del brand.
Nel 1933, René Lacoste e André Gillier, il proprietario e Presidente della più grande compagnia francese di maglieria dell’epoca, fondano una società di produzione di capi creati appositamente per il tennis , il golf e gli sport marini: con sempre il coccodrillo ben in vista, ovviamente.
Da allora la moda si è evoluta, e così anche il brand Lacoste, che tutt’oggi produce capi molto trendy e calzature colorate e divertenti, comode, ma con un occhio di riguardo ai dettami più modaioli.
Le origini della Legea sono legate all'evoluzione di una fabbrichetta tessile produttrice di articoli sportivi fondata a Pompei nel 1966 dai coniugi Antonio ed Elena Acanfora (molto conosciuti nella città campana in quanto erano stati in precedenza i gestori di un locale cinematografo).
All'inizio degli anni novanta la storica azienda della famiglia Acanfora passa nelle mani dei figli dei coniugi fondatori (Giovanni, Emilia e Luigi) che nel1993 la trasformano appunto in Legea dalle iniziali dei nomi dei componenti della famiglia (Luigi, Emilia, Giovanni, Elena e Antonio).
Lotto fa il suo esordio tra le aziende produttrici di calzature sportive. Le scarpe da tennis segnano l'inizio della produzione, a cui si aggiunge quella di modelli da basket, pallavolo, atletica, calcio e in seguito l'abbigliamento sportivo.
Durante i primi 10 anni, Lotto si concentra sul mercato italiano, diventando uno dei marchi di riferimento nel settore dell'articolo sportivo e una delle aziende leader nel tennis.
Negli anni '80 inizia la realizzazione dei primi modelli di scarpe da calcio e iniziano le grandi collaborazioni con atleti e squadre di importanza internazionale: John Newcombe, Andrei Gomes e José Luis Clerc nel tennis, Ruud Gullit e l'Olanda nel calcio.
Il coinvolgimento degli atleti, sia nella progettazione che nella messa a punto dei prodotti abbinati alla loro immagine, porta l'Azienda a diventare leader nel tennis e nel calcio.
Negli stessi anni, comincia la distribuzione nei mercati esteri. La crescita a livello internazionale procede velocemente e, nel giro di un decennio, il marchio viene distribuito in oltre 60 Paesi in tutto il mondo. Lotto partecipa anche alla sfida dei Mondiali di Spagna 82 ai piedi di Zoff, testimonial d’eccellenza nei primi anni Ottanta.
La Nazionale Italiana è Campione del Mondo. La sua storia è coronata di successi e di tantissimi campioni dello sport che sono suoi testimonial in tutto il mondo.
Capdevilla (campione del mondo di calcio con la Spagna nel 2010) e nel tennis la nostra Francesca Schiavone che ha riportato in Italia un titolo del grande Slam dopo decenni di assenza.
Aspettatevi il meglio da questo brand che abbina l'ottima qualità dei tessuti a una linea ideale per ogni tipo di outfit. Da urlo!!!
La nascita di Mizuno risale ai primi del 900 quando Rihachi Mizuno, il nonno dell'attuale presidente Masato, fondò il primo negozio a Osaka in Giappone.
All'inizio Rihachi produceva e vendeva abbigliamento sportivo concentrandosi sullo sviluppo di prodotti per il baseball e sulla promozione di eventi sportivi di baseball nelle scuole superiori. Con l'aiuto di suo figlio Kenjiro Mizuno esplorò altri sport e cominciò a sviluppare prodotti per cui Mizuno è famosa ancora oggi, come le mazze da golf, i costumi da bagno e le racchette da sci, le scarpe di atletica leggera, le scarpe da running e da calcio.
Oggi Mizuno ha sedi in tutto il mondo e i suoi articoli sono disponibili in più di 50 paesi.
Mizuno è simbolo di ricerca tecnica e di prodotti al top della qualità in ogni sport. Dal running, al golf, dalla pallavolo al nuoto.
I Moon Boot sono un
particolare tipo di doposci prodotti da Tecnica, industria italiana, nati nel 1970. A differenza dei
comuni doposci, i Moon Boot sono dotati di una maggiore imbottitura interna che
li rende particolarmente caldi, anche se più voluminosi. Il rivestimento
esterno viene realizzato in materiale sintetico. In alcune versioni,
l'imboccatura dello stivaletto è corredata di pelliccia sintetica decorativa. Il
nome deriva dalla somiglianza con gli stivaletti indossati dagli astronauti.
"Moon boot" è un marchio registrato a livello mondiale ed
appartenente a Tecnica Group s.p.a.
Erano i primi Anni Novanta quando ad Aosta è cominciata la storia di Napapijri, nome che in finlandese indica il Circolo Polare Artico. Dal desiderio di coniugare l’importanza delle lavorazioni tecniche con una connotazione fortemente innovativa nasce l’avventura della Green Sport Monte Bianco spa.
L’azienda familiare inizia con la produzione di zaini e borse firmati Napapijri finalizzati a soddisfare le esigenze di chi viaggia.
La vocazione sperimentale sfocia poi in maniera naturale in una serie di proposte d’abbigliamento, area in cui si riassumono tutte le competenze tecniche ma sempre con un’accezione di stile inedita per un marchio prettamente sportivo.
L’aspetto cromaticamente più discreto e una vestibilità più simile a quella cittadina permettono così al brand di costruire, col passare delle stagioni, una vera e propria gamma d’offerta che abbandona decisamente i colori accesi, protagonisti incontrastati fino ad allora dei paesaggi d’alta quota, a favore di un’immagine assolutamente all’avanguardia, che detterà legge nel settore imponendo un nuovo trend.
Napapijri registra così un immediato successo imponendo anche in segmenti più “urban” il suo segno di riconoscimento, la bandiera norvegese.
Per la prima volta una tradizione legata in maniera esclusiva all’ambito tecnico/sportivo approda nelle vie cittadine, con un percorso contrario a quanti nel tempo hanno preso dall’abbigliamento “active” l’ispirazione per linee casual già esistenti.
Parallelamente allo studio di nuove soluzioni d’immagine, Napapijri ha puntato comunque e sempre sull’innovazione e sulla ricerca stringendo accordi con altre realtà tecnologicamente avanzate e ampliando il numero delle attività produttive controllate dal quartier generale d’Aosta.
Passati i primi anni del Duemila, la necessità di consolidare il business, e di attrezzare una rete distributiva con un respiro più internazionale, porta Napapijri a cercare una collocazione più globale. La soluzione arriva nel maggio 2004, con la cessione del marchio alla holding statunitense VF Corporation, leader del segmento sportswear e protagonista del mercato anche con label che spaziano dal jeanswear agli accessori fino all’underwear.
La nuova riorganizzazione manageriale e lo spostamento della sede, dal settembre 2005, nel quartier generale di VF International a Lugano, fanno di Napapijri un progetto globale che guarda verso tutti i mercati internazionali con una vocazione più ampia: quella di rinchiudere in sé un mondo di proposte che già sono considerate un riconoscibile stile di vita. Con oltre 2500 punti vendita nel mondo, di cui quasi 1000 in Italia, Napapijri vanta una forte rete commerciale che nei negozi monomarca riassume ciò che il brand vuole comunicare. Le ispirazioni legate ai paesaggi polari, e alle spedizioni che hanno reso queste terre conosciute all’immaginario collettivo, si ritrovano nelle architetture e nel design degli stores. Un’altra recente iniziativa ha espresso la volontà di evoluzione del brand: con la fine del 2005 Napapijri ha inaugurato a Sestriere il primo Napapijri Cafe, a conferma di un inquadramento più ampio che supera il concetto di abbigliamento per abbracciare un vero e proprio lifestyle legato al nome. La scelta di Sestriere riporta, ancora un volta, al mondo della montagna sempre vissuta e mai semplicemente evocata.
New Balance nasce a Boston agli albori del ‘900 come produttrice di archi e supporti plantari. Si specializza in azienda sportiva intorno agli anni '70, ed è cresciuta fino a diventare oggi una delle più importanti company leader mondiali del settore.
Oggi la famiglia New Balance comprende anche i marchi PF Flyers, Dunham, Aravon, Warrior e Brine.
Sin dai tempi in cui William Riley - il fondatore - e il suo socio Arthur Hall vendevano scarpe e archi plantari ai poliziotti, ai camerieri e a tutti i lavoratori costretti a trascorrere gran parte della giornata in piedi, New Balance è stato identificato come un marchio capace di comprendere e soddisfare le esigenze reali dei propri consumatori.
La filosofia ancora attuale "Endorsed by no one" (Consigliati da nessuno, Nessun Testimonial) deriva proprio da qui, e sottolinea che: un prodotto di qualità superiore si vende molto di più per le sue caratteristiche e qualità tecniche, che grazie ad una celebrità dello sport che lo indossa e lo promuove a pagamento.
Questa è la scelta fatta da NB negli anni '90, e mai rinnegata.
E per produrre una linea abbigliamento e una collezione di scarpe sportive di qualità effettivamente superiore New Balance ha scelto sin dagli anni ‘50/'60 la strada delle larghezze differenziate, perché solo la perfetta calzata porta a migliorare le performance.
Per assicurare ai propri atleti e consumatori la perfetta vestibilità delle scarpe e dei capi di abbigliamento, da sempre New Balance investe in ricerca per migliorare le proprie tecnologie e le tecniche produttive. E questo è possibile solo grazie alle 5 fabbriche che NB ha mantenuto negli USA, e allo stabilimento Inglese di Flimby (UK) aperto nei primi anni '80, dove la "Ricerca & Sviluppo" lavora a stretto contatto con la "Produzione", avvalendosi in prima linea dei più elevati standard produttivi, e potendo testare e intervenire in tempo reale sui prodotti.
Da oltre 100 anni continuiamo a fare scarpe sportive di alta qualità, fedeli ai nostri valori originali di "Integrità", "Lavoro di Team" e "Soddisfazione totale del consumatore". Questa è New Balance, una company che non vuole diventare l'azienda numero uno al mondo, ma la migliore.
La storia della Nike ha inizio nel gennaio del 1964 quando Phil Knight, studente dell’università dell’Oregon e atleta mezzofondista, fondò la Blue Ribbon Sports, società nata per vendere le scarpe da corsa fabbricate in Giappone a basso costo dalla Onitsuka Company.
Inizialmente provò a vendere le scarpe girando per le piste di atletica come fossero mercati. Vendeva le scarpe direttamente dal portabagagli della sua auto.
Successivamente aprì un piccolo negozio a Portland prendendo con se il suo ex allenatore dell’università dell’Oregon Bill Bowerman e un altro mezzofondista di Stanford, Jeff Johnson. Nel 1971 ci fù la svolta. Jeff Johnson ideo il nome Nike dopo aver sognato la dea greca della vittoria Nike.
Phil Knight chiese ad una studentessa di Portland di ideare un logo per le sue scarpe e lei, pensando alla dea Nike, disegnò una virgola (gli americano lo chiamano "swoosh" ovvero fruscio). Per la modica cifra di 35 dollari fù creato il logo che è entrato nella storia.
Il primo modello a portare il nuovo logo della Nike fù una scarpa da calcio. Nel 1973 Steve Prefontaine, un corridore americano, fù il primo testimonial della Nike.
Per portare il marchio sulle scarpe ebbe varie squalifiche e prima di morire in un incidente d'auto a 24 anni lascio negli americani l'immagine del corridore anticonformista. Per sfruttare il momento, la Nike propagò l'idea di essere una marchio antiburocratico.
La società comincio ad aumentare i propri profitti. Un'altra grande svolta si ebbe quando Bowerman, in uno dei suoi esperimenti, verso del lattice in uno stampo per cialde ed inventò una suola capace di trasformare le scarpe della Nike in perfette scarpe da corsa.
Dopo l'America approdò in Europa ed aprì alcune fabbriche in Asia. Negli anni '80 entrò in borsa e nel giro di pochi anni riuscì a surclassare l'Adidas nel mercato americano.
La Nike utilizzò molti atleti per sponsorizzare i propri prodotti, tra tanti si ricorda McEnroe che nello sfasciare le racchette portava il marchio Nike ad aumentare la sua notorietà.
Ma altre aziende, come la Reebok, entrarono nel mercato Americano e così la Nike fù costretta a correre ai ripari. Nel 1985 fece un accordo con un giovane giocatore di basket che da li a poco divenne un simbolo per la Nike : Michael Jordan.
Il modello "Air Jordan" andò a ruba anche grazie ad una martellante pubblicità televisiva. Nello spot si vedeva Jordan volare a canestro e rimanere in volo per 10 secondi.
Questo mini video colpì molto e fece incrementare in modo spropositato le vendite.Nella seconda metà degli anni '80 il logo Nike diventò sinonimo di tutto ciò che era glamour, giovane e sportivo, esercitando un fascino ed un'attrazione paragonabili a quelli delle automobili nei decenni precedenti.
Nel 1988 la Nike inventò un detto rimasto nella storia : just do it (fallo). Alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 ci fù un episodio curioso. Lo sponsor Americano della nazionale USA era la Reebok e Michael Jordan con gli altri componenti della sua squadra (Dream Team) dovevano salire sul podio per essere premiati.
La squadra si rifiutò di salire sul podio con le tute della Reebok così si accordatono per farsi premiare con il logo coperto.
Michael si presentò avvolto nella bandiera Americana.
Successivamente la Nike si trovò coinvolta in una campagna organizzata dalle associazioni di fabbricanti che denunciavano la perdita di posti di lavoro a favore delle fabbriche dislocate in Asia dove il lavoro costava meno. Cominciarono anche le prime accuse di sfruttamento del lavoro minorile alle quali la Nike a sempre risposto negando lo sfruttamento e sostenendo stipendi ben al di sopra delle aspettative locali.
Performance, autenticità, impegno, innovazione, lavoro di squadra e creatività sono le parole chiave alla base della filosofia e del successo di Nike.
La voglia di distinguersi e l'innovazione costante ci hanno permesso di diventare leader nel mondo.
Marchio nato nel 1958 come abbigliamento tecnico per velisti, in pochi anni è diventato un brand famoso in tutto il mondo come sportswear. Grazie ai suoi capi sportivi ma allo stesso tempo eleganti e alla moda adatti per ogni occasione, negli anni il marchio è diventato un vero e proprio punto di riferimento sopratutto fra i giovani.
Mr. Onitsuka iniziò la sua avventura imprenditoriale fondando la Onitsuka Co. Ltd. Nel 1949. La sua domanda era questa: "quale poteva essere la strada giusta per ritrovare positività ed ottimismo, dopo la seconda guerra mondiale, per un futuro migliore per le nuove generazioni?". Il suo amore per lo sport gli diede la risposta: lo sport sarebbe stato il punto di partenza per raggiungere il suo obiettivo. Così nasceva ASICS. Il marchio Onitsuka Tiger riprende le caratteristiche ereditate dal passato nelle calzature e capi di abbigliamento casual per il tempo libero.
L'azienda continua a crescere offrendo un ampio range di scarpe, abbigliamento e accessori sportivi. ASICS è oggi la quinta azienda al mondo nella produzione e vendita di scarpe sportive e le varie sussidiarie ASICS sono situate in tutto il mondo.
P448, You can surf later. Ecco un nuovo brand fresco, ma fresco davvero.. è nato a fine del 2012. Produce delle sneakers di ottima qualità, con colori accesi e un'attenzione al dettaglio fuori del comune. Olaraga.com
Rudi Dassler, il fratello del fondatore del marchio Adidas, decide nel 1948 di dar vita a una nuova azienda, la Puma.
Il nome, che trova origine nell'elegante agilità di questo animale, porta fortuna al marchio, che riesce ad avere subito successo, nonostante la forte concorrenza nell'ambito dell'abbigliamento e delle calzature sportive.
Il profilo del sinuoso felino sarà introdotto sulle scarpe solo nel 1968.
Già nel 1952 si trovano ai piedi di Joseph Bartel, il quale era stato vincitore di una medaglia d’oro alle olimpiadi del 1950 nella gara dei 1500 metri.
Tra gli anni 60 e 70 Puma vive un periodo di grande successo e le sue scarpe sono indossate dagli sportivi più famosi dell'epoca, a partire dalla sponsorizzazione a cui partecipa Pelè. Si vedranno poi al piede della nazionale brasiliana fino alle Puma king del portoghese Eusebio.
Le Puma Suede invece calpesteranno le piste delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, ai piedi dell'afro-americano Thomas Smith; un'immagine storica è quella dello sportivo che, non appena vinta la competizione dei 200 m, si toglie le Puma lasciandole annodate sulla spalla e salendo sul podio con il pugno chiuso, simbolo della contestazione contro le discriminazioni razziali.
Negli anni 70 Puma raggiunge il massimo della notorietà nell'ambito delle scarpe da atletica, calcio e tennis, fino a piombare in una profonda crisi che durerà per un intero ventennio.
Negli anni 90, in un estremo tentativo di evitare il fallimento, Puma si dirige verso il mondo della moda e rivisita vecchi modelli, trovando la via giusta per risalire la china. Tra gli sportivi che le hanno preferite da questi anni ricordo Diego Armando Maradona e Boris Becker; quest'ultimo ha addirittura due modelli a suo nome, Le Puma Becker e le Puma Becker Ace.
Le Puma vengono adottate anche nel mondo dell’automobilismo: le “ Puma Speed Cat ", che si riconoscono per il logo inserito sulla punta della scarpa. Ancora oggi il marchio Puma è ai primi posti tra le calzature sportive e tra le sneackers più amate.
Dal 2000 le Puma Mostro, scarpe più adatte al tempo libero che a praticare uno sport in particolare, fanno il giro del mondo e trovano largo consenso. Puma è entrata oggi persino nel mondo dell'alta moda, grazie alla collaborazione con importanti marchi come Yves Saint Laurent.
Quiksilver è una società nata nel 1970 che produceva tavole da surf e attrezzature per surfisti. Oggi è diventata una multinazionale di abbigliamento e accessori amata sopratutto dai giovani che si avvicinano agli sport di mare e montagna.
Come quasi sempre accade per i brand come Quicksilver, i suoi capi di abbigliamento sono acquistati in tutto il mondo anche da persone che non praticano alcuno sport, perché la qualità e il design con cui sono fatti sono di altissimo livello.
Più di 30 anni di esperienza e un continuo investimento nella ricerca per migliorarsi continuamente.
Oggi Quicksilver è affermatissima oltre che per i costumi da mare, t-shirt e accessori anche nella produzione di snowboard e abbigliamento per la neve.
Nel 1895 Joseph William Foster, un artigiano inglese, crea a mano le prime scarpe da corsa chiodate.
In poco tempo, la sua piccola azienda famigliare, la J.W.Foster and Son, conquista molti atleti famosi in tutto il mondo e nel 1924 fornisce la calzature per gli sportivi dei Giochi Olimpici a Parigi.
Nel 1960 i figli del fondatore creano una consociata e la chiamano Reebok: Joe e Jeff Foster trovarono il nome in un dizionario vinto ad una gara da Joe quand'era ragazzo. Il nome deriva dalla dizione sud-africana di rhebok, una veloce gazzella africana la cui testa stilizzata è tutt’ora il simbolo del brand.
Grazie al distributore americano Paul Fireman, le calzature Reebok sbarcarono nel nuovo mondo nel 1979 al prezzo di 60 dollari al paio, che le fece diventare le più costose sneakers sul mercato. La trovata rese popolari le scarpe ed in soli due anni Reebok, riesce a superare il milione e mezzo di dollari di vendite. Negli anni '80 scoppia la moda dell'aerobica e Reebok introduce sul mercato Freestyle, la prima scarpa sportiva pensata appositamente per le donne dedite a questa attività.
Nello stesso periodo Reebok brevetta lo step, ideato da Gin Miller, un ginnasta professionista, che rinnova le attività delle palestre di tutto il mondo.
Negli Usa l'apice del successo per Reebok arriva nel 1989 quando diviene leader nel mercato americano con 20 milioni di paia vendute in un anno grazie alla tecnologia Pump, basata sul concetto di “calzata personalizzata” poiché la scarpa è regolata in modo da adattarsi perfettamente al piede: una rivoluzione che conquista campioni come Shaquille O’Neal.
Negli anni che seguono, si moltiplicano i contratti di sponsorizzazione con atleti professionisti del mondo del basket (Allen Iverson, Yao Ming), football, baseball, calcio, tennis (Amelie Mauresmo) e le federazioni (NBA, NFL, NHL). Nel 2005 l’azienda viene acquisita da adidas Group nell’ottica di un’espansione commerciale nei mercati US e Indiano in cui Reebok è molto forte.
RRD ovvero Roberto Ricci Designs, il marchio creato da Roberto Ricci nasce con la passione di questo campione internazionale per la tavola da surf.
Si afferma grazie alla qualità dei suoi prodotti, tavole da surf, windsurf, kitesurf, costumi e abbigliamento di tendenza riconosciuti in tutto il mondo e indossati da moltissimi campioni di questo sport.
Fondata nel 1947 da Francois Salomon il marchio diventerà un pilastro della produzione di abbigliamento tecnico invernale. Dallo sci allo snowboard, passando per il running e il trekking il colosso di Annency progetta e realizza con il top dei materiali e con le ultimissime tecnologie, capi di abbigliamento, scarpe, attrezzature per sci e snowboard che conquistano per la loro praticità e soprattutto per la loro bellezza e comodità.
SENSI è la conferma che il Made in Italy esiste ancora e regna sovrano anche all'estero. Semplicità delle linee, grande tecnologia nella produzione e controlli di qualità severissimi. Il risultato sono i suoi sandali, diverse linee per accontentare gli appassionati di ciabatte e sandali d'estate e uno stile inimitabile.
La caratteristica dominante dei sandali SENSI è la speciale suola in PVC ottenuta dall'accopiamento meccanico di un sottopiede traforato, ad un fondo con canali di deflusso.
I fori presenti sul sottopiede comunicanti con i canali del fondo, consentono lo scarico dell'acqua, che attraverso le feritoie presenti lungo il perimetro del sandalo viene espulsa verso l'esterno. Viceversa la pressione esercitata ad ogni passo dal piede sul sottopiede, esercita una sorta di pompaggio dell'aria dall'esterno verso la pianta del piede, creando una ventilazione che lo mantiene così costantemente asciutto.
Dal 1966 Sergio Tacchini lega la sua storia al tennis con la T maiuscola.
Un nome e un marchio tutti italiani, con il suo fondatore Sergio Tacchini che era un tennista che dal 1959 al 1966 ha sempre giocato in coppa Davis.
Stile e creatività italiani, innovazione e qualità nonché il DNA tennistico sono i valori di Sergio Tacchini, il marchio di riferimento per chi ama vestirsi casual senza rinunciare allo stile e all'eleganza.
Sergio Tacchini ha legato e continua tutt'oggi a legare il suo nome a campioni indimenticabili della storia del tennis come Ilie Nastase, Jimmy Connors, Vitas Gerulaitis, John McEnroe, Pete Sampras e Novak Djokovic.
La sede dell'azienda si trova nel Nord Ovest dell'Italia, vicino a Novara.
Il marchio è ben distribuito anche allestero in Paesi come Francia, Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Belgio, Svezia e altri paesi importanti.
Shoeshine è un giovane marchio che negli ultimi anni ha avuto una grande diffusione nell'abbigliamento giovanile. Shorts, t-shirt, tute. La sua line-up è la fantasia, le linee non convenzionali e il colore.
Skechers è il marchio americano che ha scelto una precisa missione aziendale: produrre calzature belle, comode e soprattutto in grado di garantire sempre la giusta postura durante la camminata. O che addirittura favoriscano il giusto allenamento e il tono muscolare.
E’ per questo che Skechers ha investito molto sulla ricerca di materiale e strutture che potesse raggiungere tali risultati. Ne è nata una vasta collezione di scarpe per uomo, donna e bambino. Calzature casual o eleganti, stivali e sandali, ballerine e mocassini con una suola dalla forma a mezza luna in grado di sostenere la camminata, dare sollievo alle gambe e potenziare la struttura muscolare.
Le calzature Skechers hanno un design del tutto particolare non solo per la suola, ma anche per i colori moda e i materiali di qualità.
Azienda di beachwear californiana nata nel 1958 divenne famosa quando iniziò a prendere piede nelle lontane Hawaii, in occasione della diffusione di un grande sport aquatico, il Surf.
Legando il proprio marchio al surf, che negli anni 70 ebbe un vero e proprio boom di popolarità a livello mondiale, Sundek divenne uno dei produttori di costumi più famosi al mondo.
Da allora, le sue collezioni non hanno mai smesso di essere indossate in tutto il mondo.
Marchio al 100% italiano, nato nel lontano 1911 a Torino, infatti il nome deriva dal colle più alto che sovrasta il capoluogo piemontese.
E' una lunga storia quella di Superga che però è riuscita ad affermarsi e a rimanere una conferma per i piedi degli italiani e non solo. Dopo il successo degli anni 90 dove le Superga bianche o blu erano diffuse in ogni dove, seguì un tempo di difficoltà, dove il marchio iniziò a scomparire. Oggi Superga è completamente rinnovata, il modello delle sue scarpe di tela è praticamente invariato da quando è stato concepito, ma la varietà di colori è stata aumentata in modo esponenziale, conquistando grosse fette di mercato estero.
C'è chi giura che non passeranno mai di moda pur non essendo di moda. I supereroi hanno sempre generato un fascino particolare sui giovani e sui meno giovani specie quando parliamo di Superman che è nato nel lontano.
Gadget e abbigliamento con il logo di Superman hanno riempito l'immaginario e le case di tutti.
Olaraga garantisce la qualità e l'originalità di questi capi di abbigliamento al 100%.
Chi negli Anni ’70 portava i pantaloni corti e passava i pomeriggi d’estate a rincorrere un pallone, spesso lo faceva con ai piedi una sola marca di scarpe, Tepa Sport.
Un mito dei “Seventies” italiani, portato anche dai calciatori più famosi dell’epoca, da Facchetti a Gigi Riva, e che, dopo decenni di limbo, è tornato ad affacciarsi con decisione nel mondo della calzatura sportiva e dello sportswear.
Linee Vintage e innovazione dei materiali hanno riaperto il mercato del footwear a questo storico brand italiano.
The Royal Pine Club è il nuovo progetto nato per esprimere il concetto innovativo di SMART WARDROBE.
E' la contaminazione di mondi che nel corso degli anni hanno lasciato un segno indelebile nella cultura delle persone, dal college al militare, dall'outdoor al beach, il tutto reinterpretato in chiave moderna soprattutto in termini di vestibilità, colori e dettagli.
Tutto ciò che è legato al mountain/outdoor in inverno e tutto ciò che gravita intorno al beach/sea in estate, influenzano con il susseguirsi delle stagioni, gli smart wardrobe di The Royal Pine Club.
L'utilizzo del colore come forma di comunicazione rappresenta un punto chiave all'interno del processo creativo.
The Royal Pine Club è un progetto di lifestyle allegro e contemporaneo, diretto a un consumatore giovane, attento e ironico, che ha voglia di mixare e creare, con la gamma di colore messa a disposizione dalle collezioni, mix armonici e nello stesso tempo cool & fresh.
Timberland è stata fondata nel 1918 da Nathan Swartz un calzolaio di Boston nel Massachusetts.
Nel 1973 compare il nome Timberland, inizialmente usato per una linea di scarponi in pelle impermeabili, rivelatasi così di successo che pochi anni dopo gli Swartz decisero di cambiare nome in The Timberland Company.
Alla fine degli anni Settanta furono aggiunte le scarpe da barca e negli anni Ottanta partì l'espansione internazionale, dapprima in Italia, dove il marchio divenne subito popolarissimo.
Oggi Timberland è un'azienda che fattura 1,43 miliardi di dollari, per tre quarti con le scarpe e per il resto con l'abbigliamento sportivo, guidata da Sidney Swartz, uno dei figli del fondatore.
Tokidoki, frutto del genio di un giovane italiano, un trentacinquenne originario di Roma, che con la sua filosofia estetica ha creato un intero mondo visivo, riscuotendo un sorprendente successo di pubblico e di mercato a livello internazionale.
Simone Legno è sempre stato affascinato dalla cultura nipponica. Una volta trasferitosi negli Stati Uniti, a Los Angeles, ha fondato insieme ai soci Pooneh Mohajer e Ivan Arnold un brand che produce t-shirts, gadgets, toys, borse, portafogli e quant’altro. Dopo illustri collaborazioni (ad esempio con i marchi LeSportsac e Fornarina), è approdato addirittura a lavorare con Sanrio, chiudendo in qualche modo il cerchio e creando un set dove i suoi personaggi interagiscono con il mondo che ne ha ispirato la creazione (l’ultimo degli arrivati è il destriero di Hello Kitty, Stellina, mentre sempre Hello Kitty ha rivestito i panni di Sandy, una dei Cactus Friends, famigliola di figurine abbigliate con una tutina munita di aghi come le piante grasse).
Il termine Tokidoki in giapponese significa “a volte”, poichè “ognuno di noi aspetta quei momenti che cambiano il nostro destino, per caso o perchè incontriamo una persona nuova,” ha spiegato lo stesso Simone in un’intervista a Katie Maltby. “Tokidoki,” ha precisato ancora, “è la speranza, l’energia nascosta che ognuno di noi si porta dentro, e che ci dà la forza di affrontare un nuovo giorno, sognando che ci accada qualcosa di positivo, qualcosa di magico.”
Con Simone questa magia è stata sicuramente molto generosa. Gli oggetti Tokidoki sono oggi collezionati tanto da vip del mondo creativo nostrano e d’oltreocaeano, così come dai più classici appassionati del genere kawaii. (Per il testo, grazie a Goldworld http://www.goldworld.it/)
A Vitale Bramani, negli anni trenta attivo nel campo dell'alpinismo e nota guida alpina, capitò nel 1935 di assistere ad una tragedia sulle Alpi Occidentali (Punta Rasica) che portò alla morte di sei scalatori per assideramento.
All'epoca si arrampicava con pedule di corda che venivano calzate, al posto dei classici scarponi chiodati da avvicinamento, quando si giungeva ai piedi della parete da scalare (dove appunto si lasciavano gli scarponi da recuperare al ritorno).
Nel caso della tragedia della Rasica, gli scalatori sulla via del ritorno erano stati colti dal maltempo quando ancora calzavano le pedule e si erano trovati inaspettatamente sul ghiacciaio lontani dai loro scarponi. Comprendendo come tale incidente fosse stato causato dell'inadeguatezza delle calzature impiegate, Bramani si impegnò nello sviluppo di un nuovo tipo di suola che permettesse di costruire degli scarponi in grado di consentire non solo l'avvicinamento alla montagna ma anche la scalata delle pareti di roccia.
Grazie alla sua conoscenza con Leopoldo Pirelli la sua idea si concretizzò con la produzione della prima suola di gomma vulcanizzata immessa in mercato, col disegno della tassellatura detto "a carrarmato" e marchiata Vibram dalle sue iniziali ("Vi"-tale "Bram"-ani), suola che consentiva ottime prestazioni in termini di resistenza all'abrasione, alla trazione, e di aderenza, nonché di arrampicata fino al 4º grado.
Nel 1937 Ettore Castiglioni e Vitale Bramani conquistavano per primi la parete di nord-ovest del Pizzo Badile sperimentando assieme le suole Vibram.
Nel 1954 gli alpinisti italiani dell'ascesa al K2 indossavano scarponi con suola Vibram.
Recentemente Vibram ha creato un nuovo tipo di scarpa FiveFingers che è stata nominata dal Time magazine una delle migliori invenzioni del 2007. Le caratteristiche della nuova scarpa sono la forma (si presenta come un guanto per piedi) e i materiali (la suola in gomma si adegua ai movimenti dei piedi).
Leggere, comode e dal design unico, questo è il segreto di Victoria shoes, da anni in grado di creare una combinazione di semplicità e colori alla moda che rende queste scarpe uniche per crearsi un proprio stile sempre originale e diverso.
We are the Superlative Conspiracy ovvero WeSc è un brand svedese nato da un gruppo di persone con valori condivisi, obiettivi comuni e un background comune. Presente in ben 22 paesi è diventato un vero e proprio punto di riferimento fra i giovani tanto da essere sponsorizzato artisti vicini al mondo dello skateboard e della musica.
La Wrangler Jeans fu creata dalla Blue Bell, che acquistò l'industria intorno agli anni '40. La Blue Bell si unì alla Bernard Lichtenstein ('Rodeo Ben'), una marca polacca che si occupava di vestiti per cowboy, che aiutò l'agenzia a creare i primi modelli di pantaloni. La Wrangler Jeans era nata. L'ufficializzazione di questa nascita giunse nel 1947 e da quel giorno la Wrangler creò milioni di modelli di jeans diventando la potenza commerciale che è tutt'oggi. Wrangler ha prodotto anche una linea di scarpe invernali, ottima qualità e robustezza. In Olaraga trovate una ampia scelta di modelli di scarpe Wrangler.